Miriwe78’s Weblog

Giugno 10, 2008

Intercettazioni…

Archiviato in: Italia — miriwe @ 2:52 pm

Pubblico il testo dell’intervento di Marco Travaglio.

“Buongiorno a tutti.
Allora, sia nel blog di Beppe un certo Daniele mi chiede della legge sulle intercettazioni che è stata annunciata da Berlusconi al convegno dei giovani industriali a Santa Margherita Ligure – mi chiede e mi domanda se potrebbe essere incostituzionale o oggetto di un pronunciamento della Corte di Giustizia Europea – sia sul mio blog, voglioscendere.it, Cle e Carla C. mi chiedono anch’esse di parlare di questa legge. E allora parliamone perché è il tema del giorno e credo che rimarrà il tema della settimana e forse del mese. Siamo alla prima legge vergogna che riguarda i processi di Berlusconi e che ha qualche speranza di passare, dopo quella per ora tramontata sul patteggiamento allargato che avrebbe spostato in là i processi al Cavaliere. Intanto vediamo quello che vuole fare Berlusconi, secondo quanto lui ha annunciato di voler fare. Lui ha detto: “divieto assoluto di intercettazioni, salvo per i reati di mafia, di camorra, di ‘ndrangheta, di criminalità organizzata e di terrorismo”. Per chi le fa, cioè per i giudici che le dispongono al di fuori di questi reati – ammesso che ce ne siano ancora, ovviamente – e per gli agenti che poi le realizzano assieme ai gestori telefonici che prestano il loro supporto: cinque anni di galera. Questa la pena massima prevista. Per i giornalisti che le pubblicano, cinque anni di galera anche a loro. Si corona così il sogno del Cavaliere di arrestare tutti coloro che lo dovrebbero controllare e che lo controllano ancora, cioè magistrati e giornalisti. Invece di arrestare le persone che vengono intercettate e hanno commesso dei reati, si decide di arrestare coloro che le hanno scoperte e coloro che lo hanno fatto sapere. Che già non è male, devo dire. In più prevede, dice lui, “una forte penalizzazione economica per gli editori che pubblicano questi articoli contenenti intercettazioni”. Quindi, in teoria, dovrebbe essere condannata anche la sua famiglia, visto che i suoi giornali hanno abbondantemente pubblicato intercettazioni – sempre quelle degli altri di solito, mai le sue. L’annuncio era già scritto nel programma della Casa delle Libertà, era già stato detto in campagna elettorale. Il problema è che Berlusconi ha questa grande fortuna: viene sempre sottovalutato. Si dice: “sì, lui dice così. Poi in realtà non è vero…”. No, in realtà è vero. E infatti, ciò che sembrava impossibile, il divieto di intercettazioni per tutti i reati che non siano di mafia e terrorismo – stando a quello che lui dice, sempre che non sia stato frainteso o non parlasse a titolo personale – sarà oggetto della prossima legge in materia di giustizia. E così sono serviti tutti quegli allocchi, magistrati, associazione magistrati, partito democratico, che pensavano di poter dialogare con un soggetto del genere. Per fortuna che a mettersi di traverso contro il dialogo è sempre Berlusconi poi, alla fine. È interessante il fatto che lui annunci tutto questo proprio mentre a Napoli e dintorni lui va predicando che con lui ritorna lo Stato, arriva il pugno di ferro, arriva la tolleranza zero, arriva la certezza della pena. Arriva il castigamatti, insomma, e bisogna rigare diritto. E annuncia una legge che va esattamente in controtendenza. Non è una legge “ad personam”, nel senso che non serve solo a lui. È una legge “ad personas” nel senso che serve a tutta la classe dirigente. È un altro cunicolo enorme scavato sotto le carceri e sotto i tribunali per farci passare naturalmente le solite pantegane grandi così, ma da quello stesso cunicolo passeranno anche topolini medi e piccoli, che sono poi quelli che vanno ad accrescere l’emergenza sicurezza, la percezione di insicurezza. Ragion per cui poi bisogna ritornare indietro e fare altri pacchetti sicurezza. È un continuo. È il pendolo che una settimana dopo le norme per la sicurezza, torna indietro e si mette a salvare i colletti bianchi, ma anche, come vedremo fra un attimo, le principali categorie criminali che rendono rinomato nel mondo il nostro Paese. Facciamo degli esempi. Per l’omicidio, ad esempio, non è più possibile intercettare, se ha un senso quello che ha detto Berlusconi. Perché l’omicidio non è né mafia, né ‘ndrangheta, né camorra, o meglio, ci sono anche omicidi che non fanno parte di quelle organizzazioni. Per l’omicidio semplice – cioè io ammazzo un tizio non essendo un camorrista, un mafioso, un ‘ndranghetista e nemmeno un terrorista – non mi possono intercettare. Di solito, per scoprire chi è stato ad uccidere una persona si mettono sotto intercettazione tutti quelli che fanno parte della sua cerchia: parenti, amici, conoscenti, colleghi di lavoro per cercare qualche attinenza tra la morte di quella persona e le conoscenze che ha. Non si potrà più fare. Quindi, molti più omicidi impuniti. Okay?
Rapine in banca. Mettiamo che per fortuna una telecamera abbia ripreso di sguincio uno dei rapinatori e che gli inquirenti illuminando bene le immagini riescano a intuire chi potrebbe essere fra le loro vecchie conoscenze, spulciando tra le foto segnaletiche. Bene, per trovare la prova che è veramente lui gli mettono il telefono sotto controllo, vedono se parla di bottino. Se ne parla con altri complici, arrestano anche i complici e si riesce a sgominare la banda. Non si potrà più fare. La rapina, se non è fatta da mafiosi, camorristi o terroristi, sarà impossibile, o quasi, da punire

Mettiamo il classico caso del sequestro di persona a scopo di estorsione. Un gruppo di sbandati sempre più spesso capita, ormai non c’è più la grande “anonima sequestri”, ci sono gruppi di sbandati che si organizzano. Sequestri lampo. Prendiamo l’imprenditore. Ci facciamo dare il riscatto. Lo liberiamo. Di solito si mette sotto controllo il telefono della famiglia, i telefoni delle famiglie amiche, in modo che quando il sequestratore telefona per chiedere il riscatto si risale telefonicamente a lui e spesso lo si acciuffa. Con questo sistema sono stati sgominati moltissimi sequestri e restituiti alle famiglie tantissimi ostaggi. Perfetto. Non si potrà più fare. A meno che il sequestro non sia opera di mafia, camorra o ‘ndrangheta, però come sappiamo fanno i soldi in maniera diversa e molto più facile.
Prendiamo il molestatore che telefona, con telefonate oscene, alla ragazza. Tipico caso: la ragazza fa denuncia, mettono il telefono sotto controllo, risalgono al molestatore e il molestatore viene preso. Non si può più fare. Perché? Perché, o il molestatore è un mafioso, un camorrista, un ‘ndranghetista o un terrorista, cosa che di solito non è, oppure niente da fare.
Mettiamo una donna picchiata e violentata magari dall’ex marito o dall’ex fidanzato, o cose di questo genere. Trova il coraggio di denunciare. Mettono sotto intercettazione il presunto aggressore per vedere se è proprio vero ciò che dice la donna. Non lo si potrà più fare.
Prendiamo la ricerca dei latitanti. Tutti quelli che sfuggono alla giustizia. Non lo so… dal mago di Vanna Marchi che scappa in Brasile, a quelli che fanno le rapina, a quelli che fanno gli omicidi, ecc. Ecco, se non sono mafiosi o terroristi, non si potrà più usare lo strumento delle intercettazioni per andare a vedere dove sono scappati e riacchiapparli.
Finora non ho citato i reati finanziari naturalmente. Ci sono ancora le estorsioni. Pensate a quanta gente denuncia l’estorsore, quello che gli va a chiedere qualcosa, che li minaccia. Se non è un mafioso, non si potrà più controllare il telefono delle persone che ricevono queste richieste estorsive. Per non parlare delle truffe. Pensate a quante intercettazioni su Vanna Marchi ci hanno aiutato a scoprire le minacce che lei e la figlia facevano a quelle povere credulone che pagavano continuamente temendo chissà quali conseguenze negative, fino alla morte. Quelle telefonate non si potranno più, non dico utilizzare, non si potranno più intercettare e quindi ovviamente avremo molti più truffatori e molti più truffati perché poi alle vittime non ci pensa nessuno.
Non ho parlato ancora dei reati finanziari che sono in realtà la vera ragione per cui non si vuole più che si utilizzi da parte della magistratura lo strumento delle intercettazioni. E questo è ovvio. Dato che i reati finanziari sono i più nascosti e i più difficili da vedere, non solo non si sa chi li ha commessi, ma non si sa nemmeno chi li abbia commessi. Mentre l’omicidio, la truffa, il furto, quelli si vedono perché c’è una vittima dichiarata che li va a denunciare. La corruzione, chi la viene a sapere? Se non parla quello che ha pagato e non parla quello che ha preso i soldi, la corruzione non si sa. E poi il falso il bilancio, chi lo può notare che un bilancio è falso? Quindi sono i reati che hanno più bisogno di intercettazioni. Bisogna scoprire anche che sono stati commessi, oltre a dover scoprire chi li ha commessi. Anche per questi, silenzio di tomba. Non sapremo mai nulla.
Naturalmente, che cosa succede? Succede che tutti quelli che li commettono potranno commetterli liberamente. Quando passerà la legge, saranno molte di più le persone che li commetteranno perché a quel punto il rischio di essere scoperti e puniti è zero e quindi noi perderemo ancora più soldi con i reati finanziari di quelli che stiamo perdendo.
Io vorrei fare solo alcuni esempi di processi dei quali non avremmo saputo nulla. Processi che non si sarebbero mai aperti, quindi tutti imputati che non sarebbero imputati se fosse passata questa legge.
Il caso, per esempio, delle scalate bancarie. C’erano dei furbetti del quartierino che, contro la legge, cercavano di appropriarsi di due banche: Banca Nazionale del Lavoro, le cooperative rosse e l’Unipol di Consorte; Antonveneta, la Banca Popolare di Lodi di Giampiero Fiorani; Rizzoli Corriere della Sera, cioè il più grosso gruppo editoriale indipendente non controllato dai partiti, che doveva finire nella mani di Ricucci il quale poi, secondo alcuni, l’avrebbe girato ai soliti amici di Berlusconi. Bene, queste tre scalate furono bloccate da Clementina Forleo e dalla procura di Milano, grazie a intercettazioni. Con questa nuova legge, niente intercettazioni, scalate a buon fine. Compreso il loro protettore massimo, cioè Antonio Fazio, che continuerebbe a essere governatore della Banca d’Italia non sospettato di niente. Sebbene, come abbiamo visto dalle telefonate, fosse colui che faceva il regista e il giocatore di queste partite, nelle quali avrebbe dovuto rimanere terzo distaccato e arbitro.
Nessuno saprebbe le cose perché nella legge si prevede anche che nessuno le pubblichi. Quindi, dato che il processo non è ancora partito, noi non sapremmo ancora praticamente nulla di Fazio. E quindi Fazio sarebbe doppiamente al suo posto, sia perché non sarebbe stato scoperto, sia perché, anche se l’avessero scoperto, nessuno avrebbe poi potuto raccontarlo.
Pensate ai riscontri che sono stati trovati sulle denunce di Stefania Ariosto sui giudici corrotti a Roma, con tutte le intercettazioni dell’enturage del giudice Squillante, dell’avvocato Pacifico, ecc.
Niente. La truffa di Milano di Poggi Longostrevi che faceva le ricette facili a spese della Regione, con i rimborsi gonfiati ecc. 150 medici condannati grazie alle intercettazioni. Niente. Non avremo più nulla di tutto questo. A Torino, l’amministratore delle Molinette arrestato grazie alle intercettazioni perché pigliava le tangenti in ufficio su ogni fornitura, Luigi Odasso, anche lui sarebbe ancora al suo posto. Pensiamo al Lazio, grazie alle intercettazioni hanno trovato i riscontri alle denunce di Lady ASL, quella che ha raccontato il grande scandalo della sanità, che poi è responsabile del grande buco della sanità del Lazio, che per fortuna si è tamponato grazie all’intervento della magistratura, non avremmo saputo quasi niente.
Pensate al caso di spionaggio. I casi di spionaggio illegale che abbiamo avuto in questi anni. Lo staff di Storace che fa spiare Alessandra Mussolini e Piero Marrazzo alla vigilia delle elezioni regionali del 2005.
Il SISMI di Pollari e Pompa, che fa i dossieraggi sui giornalisti, i magistrati, i politici ritenuti pericolosi per Berlusconi. Il SISMI che, secondo l’accusa della Procura di Milano, collabora al sequestro di un cittadino egiziano, Abu Omar, a cui noi avevamo dato ospitalità per motivi politici e poi l’abbiamo fatto rapire dalla CIA e mandare in Egitto a torturare.
Nulla si saprebbe senza le intercettazioni, nemmeno ovviamente di quel caso patetico del giornalista Farina, alias Betulla, che lavorava a depistare le indagini sul sequestro.
Pensate ai dossieraggi della Telecom. I dossieraggi della security della Telecom. Migliaia e migliaia di dossier accumulati illegalmente da Tavaroli e i suoi uomini, tutto grazie alle intercettazioni. Non sapremmo nulla.
Pensate a ministri, sottosegretari. Abbiamo il ministro Fitto, che è stato preso grazie a intercettazioni in un processo per le tangenti della famiglia Angelucci per le cliniche nella Puglia.
Abbiamo il sottosegretario Martinat che è sotto processo a Torino per gli appalti truccati del TAV e della Olimpiade Invernale del 2006.
Pensate al ministro Matteoli che addirittura è sotto processo per le fughe di notizie per abusi edilizi all’Isola d’Elba.
Tutte persone che non sarebbero ovviamente sotto processo. Come ovviamente non sapremmo niente del ruolo avuto, secondo la procura di Genova, dal capo della Polizia dell’epoca, Gianni de Gennaro, nei possibili depistaggi delle indagini sul G8. Come non sapremmo nulla della mega truffa sui farmaci appena scoperta da Guariniello a Torino. Come non sapremmo nulla della mega truffa sui rifiuti appena scoperta, coi 25 arresti dai magistrati di Napoli, per quanto riguarda la Campania.
Non sapremmo nulla quello che ha fatto Mastella, la sua famiglia e il suo partito, smascherati dall’inchiesta di Santa Maria Capoa Vetere, poi passata a Milano. Non sapremmo nulla delle ruberie sui fondi pubblici in Calabria, che De Magistris ha scoperto e infatti gli sono costate una dura punizione dal Consiglio Superiore della Magistratura, mentre alcuni colleghi gli stanno smontando le indagini. Ecco, da questo punto di vista Clementina Forleo e De Magistris con una legge come questa già in vigore da qualche anno sarebbero a posto, in una botte di ferro. Perché se la legge avesse loro impedito di scoprire gli scandali di bancopoli e della Calabria, loro non avrebbero pagato le conseguenze quindi, almeno dal loro punto di vista, questa legge li avrebbe lasciati lavorare in pace, proprio perché avrebbe impedito loro di lavorare e di scoprire alcunché.
Allora, quali sono i motivi con i quali ci viene indorata la pillola. Ci viene presentata questa legge come assolutamente urgente e necessaria. Oggi si sono mossi anche insigni tromboni per dare copertura questa legge vergognosa. La prima è che bisogna tutelare la privacy. Naturalmente la privacy è già tutelata da una legge, persino eccessiva, che è la Legge sulla Privacy che però ha una clausola assolutamente ovvia. Cioè che la privacy può essere tutelata, salvo esigenze di giustizia. Quando ci sono esigenze di scoprire reati e tutelare le vittime di quei reati, la privacy viene meno. Ciascuno di noi rinuncia a un pezzo della sua privatezza per consegnare allo Stato la possibilità di difenderci quando poi viene attaccata, non la nostra privatezza, ma la nostra vita, la nostra incolumità, il nostro patrimonio, i nostri interessi. La privacy non c’entra nulla. E del resto, quando si chiede: “ma quando mai è stata violata la privacy dalle intercettazioni o dalla pubblicazione delle intercettazioni?” rispondono sempre: “la povera Anna Falchi che si è ritrovata un sms sui giornali che diceva “ti amo”. A chi? A Ricucci. Che era che cosa? Suo marito. Pensate che violazione della privacy far sapere che c’è una moglie che dice “ti amo” a suo marito. Deve essere stato un danno irreversibile. Per il resto sono tutte balle.
Dicono che ci sono troppe intercettazioni. E qui non si sa rispetto a cosa. C’è un numero ideale, un numero perfetto di intercettazioni? Quale sarebbe? Il numero delle intercettazioni dipende dal numero dei reati che si commettono. In Italia ci sono quattro regioni nelle mani della mafia? Perfetto, avremo un po’ più di intercettazioni rispetto alla Finlandia o alla Danimarca.
E poi non è vero che abbiamo troppe intercettazioni rispetto agli altri paesi, perché negli altri paesi non si sa quante siano le intercettazioni. L’unico paese di cui con certezza si sa quante intercettazioni si facciano è l’Italia. Per quale motivo? Perché in Italia le può fare soltanto la magistratura e risultano tutte, dalla prima all’ultima, con tanto di autorizzazione di un giudice terzo. Mentre all’estero le fanno i servizi segreti, le forze di polizia, senza nessun controllo. Pensate, in Inghilterra le fa perfino il servizio ambulanze. Ci sono 156 enti, compresi gli enti locali, che possono fare le intercettazioni. In America le fa la SEC, che è l’equivalente della nostra CONSOB, solo che quella funziona e che controlla appunto le attività di borsa.
Quindi in Italia non è vero che ce ne sono di più, le controlliamo tutte. Mentre all’estero ci sono, ma non incontrollate, quindi non si sa quante sono.
L’argomento che fa più presa è che costano troppo. Costano troppo, ci dicono. E allora io vi do i dati. Due anni fa, l’ultimo anno dei quali abbiamo le statistiche, le procure italiane, che sono 165, hanno speso per intercettazioni 240 milioni di euro. Secondo altri calcoli il coso sarebbe pure inferiore. Ma prendiamo per buono il più grosso, cioè 240 milioni di euro. Che erano 40 in meno rispetto all’anno prima. Sono quattro euro per ogni cittadino. Quattro euro e qualcosa per ogni cittadino. La domanda è: “siete disposti da dare quattro euro all’anno, cioè quattro caffè all’anno, per sentirvi più sicuri e protetti contro reati di ogni genere?”. Penso che la risposta, se la domanda viene posta correttamente ai cittadini, sia sì. Potremmo risparmiare? Certo, potremmo averle gratis le intercettazioni. Sapete perché le paghiamo? Le paghiamo perché lo Stato, quando da la concessione alla Telecom, alla Vodafone e agli altri gestori telefonici potrebbero mettere una clausoletta nella quale c’è scritto: “voi siete concessionari pubblici dello Stato italiano. Perfetto. Avete un obbligo. Quando un magistrato vi chiede di tenere sotto controllo un telefono, voi lo fate gratis. Invece lo Stato italiano paga i gestori telefonici che sono suoi concessionari. Per cui li potrebbe tenere per le palle e fargli fare quello che vuole. Quando un magistrato chiede a una banca: “fammi quell’accertamento bancario”, la banca mica si fa pagare. Eppure la banca è un ente privato. Questi sono concessionari pubblici e lo Stato italiano paga loro ogni intercettazione. E in più, ad ogni indagine che deve fare, affitta un macchinario che non è proprio, da un’azienda privata. Basterebbe comprarli una volta, i macchinari per fare le intercettazioni e i costi verrebbero praticamente azzerati.
Quindi, vi stanno raccontando balle anche quando vi dicono che questa legge è per risparmiare sui soldi. No, questa legge è per risparmiare sui processi. A chi? A Berlusconi e alla classe dirigente. C’è un piccolo problema. Berlusconi naturalmente ha un processo in corso a Napoli, d’udienza preliminare, insieme al suo amico Saccà, direttore di Rai Fiction sospeso, perché? Perché al telefono gli prometteva aiuti per una sua attività privata, a Saccà, in cambio dell’assunzione da parte di Saccà di alcune ragazzine, di alcune ragazzine che interessavano in parte a Berlusconi, e in parte a un misterioso senatore dell’Unione che un anno fa, in cambio del piazzamento della ragazzina a Rai Fiction, a spese nostre, avrebbe fatto cadere il governo Prodi. Pare, come ha scritto Repubblica ieri, che ci siano altre telefonate ancora più sfiziose su questo vero e proprio uso criminoso della televisione pagata con i soldi pubblici.
E allora? Bisogna impedire che vengano fuori, con una legge che salverà migliaia di criminali, per salvare uno o due imputati.
Passate parola.”

Febbraio 26, 2008

ThyssenKrupp:assassini.

Archiviato in: Italia — miriwe @ 2:47 pm
ThyssenKrupp, la prima volta
Loris Campetti
Omicidio volontario con dolo eventuale e incendio con dolo eventuale. Per la prima volta in Italia a un dirigente industriale, al termine di un’inchiesta su una strage provocata dalla mancata applicazione delle norme sulla sicurezza, viene contestato questo gravissimo reato. È successo a Torino dove il sostituto procuratore Raffaele Guariniello ha concluso l’inchiesta sulla strage della ThyssenKrupp in cui sono morti bruciati sette operai. «Colpevole» è l’amministratore delegato Harald Espenhahan.
Sapevano che la fabbrica di Torino era una polveriera. Sapevano che le norme di sicurezza non erano rispettate. Ma i dirigenti della ThyssenKrupp italiana sapevano anche che quella fabbrica andata in fumo il 6 dicembre insieme a sette dei suoi operai, l’avrebbero chiusa nel giro di pochi mesi, dunque perché buttare i soldi per salvaguardare gli impianti e, soprattutto i lavoratori? Del resto, la filosofia della ThyssenKrupp è chiara: massima sicurezza nelle fabbriche tedesche, accettabile in quella di Terni e decisamente scarsa a Torino. Lo stesso incidente non crea problemi in Germania, viene arginato a Terni con qualche operaio ferito, uccide a Torino. Meglio non chiedersi in quali condizioni lavorino gli operai cinesi del colosso dell’acciaio tedesco.
È il bello della globalizzazione selvaggia, dove l’Italia è collocata un gradino più in giù della Germania e un po’ sopra la Cina. Del resto, gli imprenditori italiani non sono più virtuosi di quelli tedeschi quando operano nei paesi collocati sotto il nostro nel grafico della globalizzazione neoliberista. Sapevano tutte queste cose, l’amministratore delegato Harald Espenhahan e cinque dei suoi dirigenti, quando decisero di rischiare un incidente che avrebbe potuto bruciare vite umane, evidentemente considerate residui destinati comunque alla fuoriuscita dal ciclo dell’acciaio. Purtroppo, dentro quel ciclo ci sono rimasti per sempre. Agli altri imputati è contestato l’omicidio colposo con colpa cosciente e per tutti omissione dolosa di cautele anti-infortunistiche aggravata. Quel che non avevano messo in conto i dirigenti della ThyssenKrupp è che, purtroppo per loro, Torino è una delle poche città italiane in cui la Procura della Repubblica persegue fino in fondo i reati commessi sul luogo di lavoro, apre inchieste – e questo lo fanno in molte altre procure – e le porta a compimento individuando reati e colpevoli – e questa, purtroppo per tutti, è una rarità.
Raffaele Guariniello non ha perso tempo e in appena due mesi e mezzo ha concluso le indagini a tappeto individuando le gravissime responsabilità del gruppo dirigente del gigante tedesco nella strage. L’amministratore delegato sapeva, ha fatto le sue scelte che se confermate non potranno che chiamarsi criminali. L’imputazione di omicidio volontario per un reato consumato sul lavoro non ha precedenti.
Ci dice che sette operai sono stati uccisi, e che gli assassini sono stati individuati.

Febbraio 14, 2008

La Vita della gente e la vita di “Ferrara & Co”…

Archiviato in: Italia — miriwe @ 11:08 am

ferrara2.gifCaso Policlinico Napoli: Manifestazione in Città

La Turco: parteciperò anch’io

http://www.corriere.it/cronache/08_febbraio_14/aborto_turco_partcipazione_manifestazione_dd6d974c-dad6-11dc-ab3f-0003ba99c667.shtml

«Molto colpita dall’episodio, segnale di una mancanza di serenità nell’affrontare un momento tragico»

ROMA – «Aderirò alla manifestazione delle donne di oggi». Lo ha detto il ministro della Salute, Livia Turco, nel corso di una intervista a Rainews 24. Il ministro ha ribadito di essere rimasta molto colpita dall’episodio avvenuto al policlinico di Napoli, segnale di una mancanza di serenità nell’affrontare un momento tragico nella vita delle donna. «Conoscendo da vicino le problematiche legate all’aborto» , Turco ha detto che c’è bisogno di pacatezza e serenità su queste vicende , «un’attenzione attiva nei confronti della donna». «Difendo la legge 194 – ha sottolineato – perchè ho a cuore la cultura della vita». «Se il dibattito sulla vicenda – ha spiegato Turco – si fosse sviluppato attorno alle necessità di cura e di assistenza attorno alla donna che aveva avuto notizia della malformazione del feto, alla maggior presenza del pubblico, perchè non fosse lasciata in solitudine, e su come migliorare la qualità dei consultori, sarebbe stato un passo avanti per la promozione della cultura della vita». E di fronte all’accusa di eugenetica avanzata da Giuliano Ferrara, Livia Turco ha detto che questo modo di ragionare «è una sovrapposizione di schemi ideologici a una umanissima realtà. È lo scontro tra la vita come grande principio e quella delle persone. Il bambino era una potenzialità di vita e quì sta il dramma e occorre interrogarsi sulla capacità di accoglienza della donna rispetto alla quale non si può giudicare».

Il Corriere della Sera, 14 febbraio 2008

Febbraio 13, 2008

Caro Silvio…ma vaffartifottere!!!!!!!!!!!!!!!!

Archiviato in: Italia — miriwe @ 9:16 am

giudicate voi perke io non ho piu parole…

cici!

Adnkronos – Mar 12 Feb – 21.02

Roma, 12 feb. (Adnkronos) – “Non c’é nessuna annessione, perché il Popolo della Libertà è qualche cosa che dobbiamo costruire insieme”. Così Silvio Berlusconi, durante la registrazione della puntata di ‘Porta a Porta’ che andrà in onda questa sera, ha replicato alle affermazioni di Pier Ferdinando Casini al Tg1. “Non c’è stata annessione di nessuno dei partiti che hanno già aderito, non c’è stata annessione di Forza Italia, non c’è stata annessione di Alleanza nazionale, la gente vuole vederci chiaro e deve poter credere in una unità che non venga meno durante il lungo percorso di un governo”. “Quindi -spiega Berlusconi- io insisto nel chiedere agli amici dell’Udc di fare come abbiamo fatto noi di Forza Italia e come hanno fatto i componenti degli altri partiti di entrare insieme a noi nel Popolo della Libertà, che è qualche cosa che è nato dal popolo e non dalle sacrestie dei partiti ed è anche un modo diverso per impostare la politica“.

Alle prossime elezioni politiche Silvio Berlusconi sarà in campo per la quinta volta. ”Credo” che sia un caso unico al mondo, ”credo che sarebbe saggio non farlo”. ”Credo -ha aggiunto il Cavaliere- che ci sia bisogno di un grande movimento che metta insieme tutti i moderati e tutti i liberali che non si riconoscono nella sinistra e ancora oggi in Italia per tenere insieme tutte queste forze pare che Silvio Berlusconi sia ancora indispensabile”. Quanto all’esito delle elezioni, Berlusconi non ha dubbi: ‘’sono sicuro di farcela”.

Quanto alle alleanze però, il Cavaliere ribadisce la sua contrarietà all’ipotesi che Pier Ferdinando Casini si presenti nella coalizione di centrodestra ma da solo alle prossime elezioni. ”I nostri elettori ci vogliono tutti uniti, non capiscono le divisioni e non capiscono i personalismi”. Se l’Udc dicesse no al Popolo delle Libertà ‘’si ritornerebbe -insiste il Cavaliere- nella situazione dell’altra volta quando di fronte a certe volontà di riforma e di modernizzazione del Paese un partito, in certi casi il suo, disse di no”.

Il leader del centrodestra boccia la scesa in campo di Giuliano Ferarra con una lista in difesa della vita. L’aborto è tema che riguarda le coscienze e non è bene che entri in campagna elettorale, quindi non è opportuno che Giuliano Ferrara presenti una sua lista per puntare l’attenzione su questa questione”. Discorso chiuso anche con ‘La Destra’ di Francesco Storace. L’ex ministro della Salute ”ha insistito sull’identità del suo movimento. Mi sembra legittimo che voglia continuare così. Noi come Pdl siamo posizionati al centro e guardiamo bene al fatto che ci sia una destra. L’apparentamento penso di escluderlo”.

Berlusconi afferma quindi di voler ”andare al voto con estrema chiarezza”. ”Immagino” di essere in grado prima delle elezioni di dare i nomi dei ministri del governo, afferma il Cavaliere annunciando ”l’opportuna severità nella scelta dei candidati”: un chiaro riferimento ai senatori che nel giorno della caduta del governo Prodi hanno mangiato mortadella e sputato in faccia ai colleghi dell’Aula di Palazzo Madama.

“Spero anche -ha aggiunto- di potermi rappresentare agli elettori con un bel rinnovamento della classe dirigente, con tanti giovani e tante donne”.

Per quanto riguarda la campagna elettorale, Berlusconi conferma l’intenzione del centrodestra di abolire l’imposta comunale sulla prima casa. ”L’abolizione dell’Ici non comporta una riduzione delle entrate molto grande. Con Giulio Tremonti abbiamo fatto i conti ed è una misura che si può assolutamente sostenere. Dobbiamo risparmiare sulle spese dello Stato”.

Per far recuperare potere d’acquisto ai lavoratori dipendenti il presidente del Pdl propone ”di ridurre l’imposizione fiscale sulle 13esime e le 14esime”.

Ma Berlusconi ricorda anche la vicenda dei rifiuti in Campania, ”un problema enorme, un’emergenza drammatica”, sarà ”il primo problema che il nuovo governo dovrà risolvere”. E dopo aver citato l’enorme impatto negativo per l’immagine internazionale dell’Italia, il Cavaliere rivela che ”di recente un mio amico leader di un importante Paese mi ha detto al telefono: ‘ma che fai, sei lì a lavorare con la mascherina?”’.

Berlusconi infine si concede una battuta: ”I miei nipotini mi considerano Superman. Ma io non sono Superman. Anche se in certi settori un po’ lo sono stato. Nella storia del calcio io sono il presidente della squadra che ha vinto di più”. ”Certo se penso a quello che ho realizzato io… un uomo si valuta anche per quello che fa – sottolinea -. C’è chi ha solo parlato e chi come me è arrivato ad avere 57 mila collaboratori”.

http://it.notizie.yahoo.com/adnkxml/20080212/tts-berlusconi-l-udc-venga-con-noi-non-e-c8abaed_1.html

Febbraio 12, 2008

Doppio buco nero

Archiviato in: Italia — miriwe @ 9:20 am

buconero.jpg

Due buchi neri assorbono la politica e si assorbono a vicenda. Tutto quello che si avvicina a loro scompare. Sono due buchi indispensabili per la stabilità. Per il progresso della Nazione e per non eliminare il conflitto di interessi. Il doppio buco nero non ha presentato un programma. Non ha ancora pubblicato le liste dei candidati. Però ha il consenso della maggioranza degli italiani sulla fiducia.
I sondaggi sono favorevoli, anche se solo gli imbecilli possono pronunciarsi sul voto senza sapere il nome dei loro rappresentanti e che cosa andranno a fare. E’ il voto alla sigla, un voto a prescindere. I sondaggi, e chi li commissiona, non si discutono. Se la domanda posta all’intervistato fosse: “Votereste PD o PDL senza sapere nulla del loro programma di governo e se candidano dei pregiudicati?” La risposta sarebbe un VAFFANCULO con un 50% a testa.
I due buchi neri Veltroni e Berlusconi sono l’unica scelta che ci viene data. Per la governabilità del Paese. Senza alternative. E’ una doppia scelta unica, il DNA è lo stesso.
Nel post elezioni ci sarà un inciucio istituzionale, una grande coalizione per salvare il Paese. La forma potrà essere un governo Veltrusconi o un tavolo congiunto per le riforme. La sostanza non cambierà. Nel 2006 ci hanno impedito di scegliere il candidato, nel 2008 ci impediscono di scegliere il partito. La prossima volta si nomineranno tutti deputati e senatori a vita. Nel 2011, o poco più tardi, se non cambia nulla, usciremo dall’euro o consolideremo il debito pubblico. Ci riusciremo grazie a un governo stabile e a un’informazione serva.
dal blog di Beppe Grillo

Febbraio 11, 2008

Per Rita Borsellino e per il popolo Siciliano

Archiviato in: Italia — miriwe @ 11:15 am

 Noi Cittadini Siciliani,
crediamo in una possibilità di sviluppo della nostra terra, nel segno della Legalità, del rispetto del territorio e dell’Ambiente, dell’accesso di tutti alle Risorse comuni, della lotta alla Mafia.
Chiediamo quindi la candidatura di Rita Borsellino alla Presidenza della Regione Siciliana,coerentemente con la sua candidatura nelle elezioni svoltesi meno di un anno fa.
Crediamo nel suo progetto di una Sicilia libera da clientele, onesta, di rinnovamento, di una politica vicina alla società civile ed all’associazionismo, nel suo PROGRAMMA ELETTORALE partecipato scritto con l’apporto di 20 mila persone con il sistema dei Cantieri.
Chiediamo che la coalizione si presenti unita alle prossime elezioni e con un candidato in grado di raccogliere la sfida che l’isola impone.

http://www.firmiamo.it/ritaborsellinopresidente

(continua…)

Gennaio 30, 2008

“..se Berlusconi vince…”

Archiviato in: Italia — miriwe @ 10:59 am

si riferisce alle attivita’ della Fininvest dal 1986 al 1989

Processo Sme, Silvio Berlusconi assolto

Il Pm Ilda Boccassini aveva chiesto che fosse dichiarata la prescrizione per il reato di falso in bilancio

MILANO – Silvio Berlusconi è stato assolto nel processo stralcio per la vicenda Sme. Il pm Ilda Boccassini aveva chiesto che fosse dichiarata la prescrizione per il reato di falso in bilancio relativo alle attività della Fininvest negli anni 1986-1989 di cui era accusato l’ex premier. I suoi difensori, Nicolò Ghedini e Gaetano Pecorella, aveva invece chiesto l’assoluzione perché il fatto non è più rubricato come reato, dopo la modifica della normativa sul falso in bilancio nell’aprile 2002.

SENTENZA-LAMPO – La sentenza di assoluzione è stata letta dopo 5 minuti di camera di consiglio dai giudici della prima sezione penale presieduti da Antonella Bertoja. Il tribunale ha pronunciato il non doversi procedere perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato, accogliendo così la richiesta della difesa di Berlusconi. Complessivamente l’udienza è durata circa un quarto d’ora.

STRALCIATO - Il capitolo Sme in questione era stato separato dal troncone principale – in cui Berlusconi è stato assolto dall’accusa di corruzione in atti giudiziari – perché i giudici si erano rivolti alla Corte europea per chiedere di valutare la corrispondenza tra la normativa italiana e le direttive comunitarie. A ottobre la Cassazione ha confermato l’assoluzione per Berlusconi, dopo che il 27 aprile l’ex premier era stato assolto con formula piena dalla Corte di Appello di Milano.

«IN RITARDO» - «Una sentenza che arriva in ritardo di sei anni, alla fine di un processo che la Procura e il Tribunale di Milano avevano fatto di tutto per evitare rivolgendosi addirittura alla Corte di giustizia europea – commenta l’avvocato Ghedini -. I giudici europei e la Corte Costituzionale avevano detto che la modifica di legge dell’aprile del 2002 era corretta e rispondente alle direttive comunitarie per cui a Milano sono stati costretti, sia pure in ritardo, a celebrare un processo scomodo che è finito come doveva finire».

RUSSO SPENA«L’assoluzione di Berlusconi dall’accusa di falso in bilancio era scontata: la legge che abolisce il reato se l’era fatta, come molte altre, su misura». Parole di Giovanni Russo Spena, capogruppo di Prc al Senato. «Il governo di centrosinistra – aggiunge – stava reintroducendo il reato di falso in bilancio con il decreto sicurezza, il mondo giuridico e gli imprenditori onesti infatti chiedevano proprio questo ed è ovvio che, se Berlusconi vince le elezioni, falsificare i bilanci delle aziende diventerà uno sport nazionale».

30 gennaio 2008

I figli di Sandra e Clemente

Archiviato in: Italia — miriwe @ 10:20 am

in attesa che il  mondo cattolico cosiddetto osservante si appresti a cogliere l’occasione buona
per
mettersi a votare il nuovo centro alle prossimissime elezioni….

Retroscena/ Udc e Berlusconi tornano insieme… tra pressing del Vaticano e paura al Senato…
Lunedí 11.02.2008 15:32
<!– –>Alla fine non ci sarà il divorzio. Silvio e Pierferdy torneranno insieme. Anche alle elezioni politiche del 2008. Nei prossimi giorni ci saranno nuovi incontri e telefonate, formali e non, ma salvo colpi di scena, l’Udc si presenterà al voto insieme ai ‘vecchi’ alleati della Casa delle Libertà. Ma non ci sarà l’ingresso dei centristi nel Popolo della Libertà. Su questo punto Casini è stato categorico. Però, in cambio di un’alleanza modello Lega (quindi il logo della Vela presente sulla scheda), l’ex presidente della Camera è disposto a firmare in modo ufficiale e solenne una dichiarazione di accettazione della leadership del Cavaliere, indicando chiaramente Berlusconi come candidato alla presidenza del Consiglio. Non solo, nel simbolo – pare su espressa richiesta del leader azzurro – non ci sarà il nome Casini, come accadde due anni fa all’epoca del tridente della CdL. L’Udc quindi tornerà al simbolo originale. In più, i centristi sono pronti a impegnarsi per una federazione molto stretta dei gruppi parlamentari di maggioranza (in caso di vittoria alle elezioni). Una sorta di patto di consultazione che possa, col tempo, portare al gruppo unico.In cuor suo il Cavaliere lascerebbe tranquillamente andare Casini per la sua strada. Ma non è così semplice. Prima di tutto la pressione delle gerarchie vaticane, che stanno insistendo affinché il partito cattolico per eccellenza rimanga nell’alleanza del Centrodestra. Soprattutto ora che l’ingresso di Mastella (anche lui nel Ppe) nel Popolo della Libertà sembra scontato. Però a spingere Berlusconi a rinsaldare il legame con l’Udc ci sono anche i numeri. E con questa legge elettorale, soprattutto al Senato, anche mezzo punto percentuale può essere decisivo. Il Pdl ormai ha perso La Destra di Storace, che potrebbe sottrarre non pochi voti, pescandoli tra i delusi di Alleanza Nazionale che questa volta non avranno più la fiamma sulla scheda elettorale. E perciò per il Cavaliere potrebbero risultare fondamentali i numeri dell’Udc (anche se i sondaggi parlano di un 4-5%, in calo rispetto al 2006). In particolare in alcune regioni in bilico (ma anche in Sicilia), dove la conquista del premio di maggioranza è necessario per non ritrovarsi nella stessa situazione precaria di Prodi.

(continua…)

Gennaio 25, 2008

Politica e censura … di regime!

Archiviato in: Italia — miriwe @ 11:34 am

 …di Beppe Grillo

Quando lavoravo alla Rai, ogni sabato sera, prima di andare in onda, mi chiamava il direttore generale Biagio Agnes: “Con la stima che ci lega, signor Grillo, si ricordi che lei si rivolge alle famiglie”. Io regolarmente rispondevo: “Non c’è nessuna stima, signor Agnes, fra me e la sua famiglia … “. Poi, subito dopo la sigla, avvertivo il pubblico: “Pochi minuti fa mi ha telefonato il direttore generale e ha cercato di corrompermi”. La censura della Rai democristiana non era brutale e intimidatoria, violenta e ottusa come quella di oggi. Non cercava di annientarti, di rovinarti con le denunce. Era più bonaria, famigliare, melliflua. Si presentava col volto del vecchio zio burbero benefico, che ti dà buoni consigli per il tuo bene. E tu, con un po’ di astuzia, la potevi aggirare…

(continua…)

27/01/1945-27/01/2008:Giornata della memoria

Archiviato in: Italia — miriwe @ 11:00 am

NAPOLITANO, NON DIMENTICHEREMO LA SHOAH

 ROMA – “Noi non abbiamo dimenticato e non dimenticheremo mai la Shoah. Non dimentichiamo gli orrori dell’antisemitismo, che è ancora presente in alcune dottrine, e va contrastato qualunque forma assuma”: queste le parole del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ha avviato al Quirinale le celebrazioni del Giorno della Memoria, che ricorre domenica prossima.

(continua…)

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