| AFRICA 16/2/2008 |
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| CARDINALE PENGO, INGIUSTIZIE GLOBALI NEI CONFRONTI DEL CONTINENTE | ||
| Chiesa e Missione, Standard | ||
“L’Africa non è più un continente emarginato, dal punto di vista politico. Il ruolo dell’Africa nello sviluppo economico, però, rimane marginale. Questa è un’ingiustizia a livello globale. Il dibattito attuale sugli accordi di partenariato economico (Ape o Epa, secondo l’acronimo inglese, ndr) ne è solo un esempio” : sono le parole del cardinale Polycarp Pengo, arcivescovo di Dar es Salaam (Tanzania) e presidente del Comitato permanente del simposio delle Conferenze episcopali di Africa e Madagascar (Sceam), intervenuto a Johannesburg (Sudafrica) durante la recente conferenza intitolata “Giustizia per i poveri in Africa”. Sulla questione degli Ape, gli accordi commerciali ancora in fase negoziale tra l’Unione europea (UE) e i paesi del blocco Africa-Caraibi-Pacifico (Acp), il porporato ha precisato che “in teoria, mirano a una maggiore liberalizzazione dei mercati. Ma diventeranno un nuovo strumento di dominazione da parte dei potenti produttori occidentali, con effetti deleteri sulla produzione agricola africana, per esempio. La Chiesa ha sempre condannato condizioni di scambi così inique”. La globalizzazione, ha osservato il cardinale Pengo nella sua relazione – pubblicata da Fides – “offre opportunità alle popolazioni africane. I moderni sistemi di comunicazione hanno reso possibile al continente l’accesso al progresso economico e scientifico globale”; tuttavia “molte fasce di popolazione sono ancora sistematicamente escluse dall’accesso basilare alla sfera dei mercati e restano legate a un’economia di sussistenza”. Inoltre, sottolinea il cardinale riferendosi allo sfruttamento delle risorse naturali, spesso energetiche, “il continente è ancora sottoposto a decisioni prese altrove”. Dedicando un paragrafo all’influenza ‘politica’ dell’Africa, monsignor Pengo constata che “gli interventi internazionali in aree di crisi africane sono sempre più lenti che in altre parti del mondo. Le vite degli africani – si chiede – sono forse meno importanti delle altre? Dopo tutto, non sono uccise da armi fabbricate fuori dal continente?”[CC]
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Febbraio 18, 2008
AFRICA, CARDINALE PENGO: INGIUSTIZIE GLOBALI NEI CONFRONTI DEL CONTINENTE
RIBATTEZZATO DAI POVERI
di A. Zanotelli
«Non mi era mai capitato di fare un’esperienza del genere nei dodici anni passati a Korogocho, la baraccopoli posta a nord-est di Nairobi. Un vero e proprio bagno di umanità, un secondo battesimo dei poveri. Il primo l’avevo ricevuto quando “saltai il muro”, il 14 gennaio 1990, e andai a stare nello slum, dove ho vissuto fino al 2002. Sono rientrato a Korogocho il 13 gennaio scorso. Al tramonto, a piedi.»
Prostitute: i volti, le storie, il cuore di queste ragazze…
La situazione di mia sorella,non è buona!
La situazione di mia sorella sulle stradenon è buona!
La situazione di mia sorella nei locali chiusinon è buona!
La situazione politica sulla prostituzione non è buona!
La situazione dei clientinon è buona!
La situazione della domanda di sesso a pagamento dei clientinon è buona!
La situazione della coscienza dei clientinon è buona!
La situazione di contrasto ai racket non è buona!
La situazione della genteverso le vittime della tratta e della prostituzionenon è buona!
Il volto è lo specchio del cuore,ma oltre il volto c’è la storia vissuta della persona che si guarda, che si può veramente incontrare solo se si tenta di scendere delicatamente nel suo cuore,per conoscere, sapere, compatire, amare. I due incontri proposti sono un piccolo percorso che vanno in questa direzione.
Venerdì 22 Febbraio 2008ore 21
PRESENTAZIONE DEL PERCORSODon Gianpaolo Carrara
Fondazione Gedama onlus – Bergamo
TRATTA E PROSTITUZIONEI VOLTI, LE STORIE E I CUORI DELLE RAGAZZE DELL’ESTRelatore : Don Cesare LodesertoFondazione Regina Pacis – Lecce
e …DELLE RAGAZZE CINESIin collaborazione con l’Associazione Papa Giovanni XXIII e la Questura di Piacenza
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Venerdì 29 Febbraio 2008ore 21 I VOLTI, LE STORIE E I CUORI DELLE RAGAZZE ALBANESI …Relatrice : AdelinaTricarico Libera La Vita M.T.—Milano
e …DELLE RAGAZZE NIGERIANERelatori : Responsabili/Operatoridell’Associazione Iroko onlus – Torino
Il Percorso è proposto alla gente di ogni dove, alle persone e alle Associazioni impegnate nel settore, alle Istituzioni che governano ed operano nel territorio bergamasco.
Febbraio 15, 2008
U.S.A.: I VERI DEMOCRATICI
Quali sono le attuali priorità della politica estera americana?
Fino alla guerra fredda, ma anche durante gli anni ‘90, Europa e Balcani erano centrali. Dopo l’11 settembre, l’agenda di Usa e Ue riguarda il mondo, non le nostre reciproche relazioni. Questo non vuol dire che nei precedenti ottant’anni avessimo finito il lavoro. Non eravamo riusciti a stabilire la democrazia nei Balcani e nel Caucaso, ad esempio. Ora abbiamo davanti un’era diversa, in cui anche il Kosovo sarà un problema centrale. Fortunatamente possiamo contare sull’appoggio dei cittadini americani, che sostengono la nostra politica estera salvo alcuni problemi sull’immmigrazione e sulla guerra in Iraq.
Obama ha messo il ritiro delle truppe dall’Iraq tra le priorità della sua campagna, e lo stesso ha fatto Hillary Clinton. Non crede che se uno dei due verrà eletto presidente la politica estera americana cambierà?
Non credo che Obama e Clinton possano realmente affermare che lasceranno l’Iraq. Tra McCain e Obama c’è semplicemente una differenza di tono: entrambi promettono che la strategia sarà rivista. Inoltre, ormai i cittadini americani non sembrano essere particolarmente interessati ai destini della guerra in Iraq.
Come vanno le relazioni con la Russia? Avete avuto alcuni problemi sul progetto di «scudo spaziale» e anche sulla questione del Kosovo…
Lo scudo spaziale nella Repubblica Ceca non riguarda la Russia. Per intercettare i missili provenienti dal Medio oriente non si può far altro che costruire un sistema missilistico che attraversi la Repubblica Ceca e una parte della Polonia entro i prossimi cinque o sei anni. Sul Kosovo, la Russia ha avuto un comportamento irresponsabile. Con loro abbiamo avuto problemi su questo e altri temi, ma non siamo interessati a scontrarci.
Dunque per il Kosovo l’unica strada è l’indipendenza?
Non possiamo restituirlo alla Serbia, se non a costo di nuove violenze, e non possiamo amministrare l’area in modo perpetuo. Non resta che l’indipendenza.
Non crede che sia proprio l’«aggressività» della politica estera americana a creare problemi nelle relazioni con l’Europa?
Se dovessimo sempre aspettare il consenso del mondo, non accadrebbe mai nulla. Cerchiamo il consenso, ma siamo disposti a fare da soli e questa scelta ci porta ad essere apprezzati dai nostri cittadini. Chiaramente abbiamo alcune questioni aperte, in particolare su Palestina, Iraq, Guantanamo e il tema dei cambiamenti climatici. Sono questi i temi che ci fanno apparire i «cattivi» agli occhi del mondo, anche quando i fatti sembrerebbero dimostrare che abbiamo ragione. Sul tema dell’inquinamento, ad esempio, abbiamo rifiutato il protocollo di Kyoto e non siamo interessati ad altri accordi internazionali che rischiano di non risolvere il problema. Ma nel 2007, la crescita economica Usa e’ stata del 2,9% e l’aumento delle emissioni solo dell’1,5%. Eppoi da tempo abbiamo deciso di chiudere il carcere di Guantanamo, se non ci siamo riusciti è perché nessuno sembra rivolere indietro i prigionieri.
Febbraio 14, 2008
La Vita della gente e la vita di “Ferrara & Co”…
Caso Policlinico Napoli: Manifestazione in Città
La Turco: parteciperò anch’io
«Molto colpita dall’episodio, segnale di una mancanza di serenità nell’affrontare un momento tragico»
ROMA – «Aderirò alla manifestazione delle donne di oggi». Lo ha detto il ministro della Salute, Livia Turco, nel corso di una intervista a Rainews 24. Il ministro ha ribadito di essere rimasta molto colpita dall’episodio avvenuto al policlinico di Napoli, segnale di una mancanza di serenità nell’affrontare un momento tragico nella vita delle donna. «Conoscendo da vicino le problematiche legate all’aborto» , Turco ha detto che c’è bisogno di pacatezza e serenità su queste vicende , «un’attenzione attiva nei confronti della donna». «Difendo la legge 194 – ha sottolineato – perchè ho a cuore la cultura della vita». «Se il dibattito sulla vicenda – ha spiegato Turco – si fosse sviluppato attorno alle necessità di cura e di assistenza attorno alla donna che aveva avuto notizia della malformazione del feto, alla maggior presenza del pubblico, perchè non fosse lasciata in solitudine, e su come migliorare la qualità dei consultori, sarebbe stato un passo avanti per la promozione della cultura della vita». E di fronte all’accusa di eugenetica avanzata da Giuliano Ferrara, Livia Turco ha detto che questo modo di ragionare «è una sovrapposizione di schemi ideologici a una umanissima realtà. È lo scontro tra la vita come grande principio e quella delle persone. Il bambino era una potenzialità di vita e quì sta il dramma e occorre interrogarsi sulla capacità di accoglienza della donna rispetto alla quale non si può giudicare».
Il Corriere della Sera, 14 febbraio 2008
Febbraio 13, 2008
San valentino festa dell’Amore. Ma non per chi lavora nelle piantagioni di fiori
E’ dal 1716 e, ancor prima, delle sue antiche fonti che se vuoi dichiarare il tuo amore infinito, l’unico fiore all’altezza del compito è la rosa. Petali, composti e derivati conoscono il loro massimo picco di vendita, anche nel nostro Paese proprio nei giorni di San Valentino, con una spesa complessiva che ha sfiorato i 50 milioni di euro. Chi fa parlare il suo cuore con i fiori fa girare anche un bel po’ l’economia nostrana: secondo l’ultimo censimento dell’agricoltura riportato da Coldiretti in Italia risultano attive 3.181 aziende florovivaistiche per una specie coltivata di 38.541 ettari.Nell’ultimo anno, però, anche l’Italia ha comprato più fiori dall’estero:le rose dal Kenia ma anche da numerosi Paesi in via di sviluppo come Thailandia, Brasile Perù e Colombia. A tenere le fila della produzione, soprattutto in America Latina, sono le solite, note corporations come, ad esempio, la Dole.Alcuni amori vivono solo un giorno, come le rose, suggeriscono i cantautori. Ed è per l’effimera bellezza dei fiori d’amore che nelle settimane che precedono immediatamente grandi feste come quella di San Valentino i lavoratori nelle piantagioni dei Paesi più poveri conoscono giornate d’inferno. “Lavoriamo più di 20 ore al giorno – racconta Olga Alicia Titillo, segretario generale del sindacato di settore a Rosas del Ecuador, in Cayambe, e da 22 anni al lavoro tra gambi e petali per mantenere i suoi 5 figli. Arriviamo nelle piantagioni alle 7 di mattina e lì restiamo fino a dopo le tre della mattina seguente, dormendo il più delle volte in terra per quelle poche ore che rimangono”E dopo il picco di produzione, la maggior parte dei braccianti viene licenziata, e deve lottare per farsi dare fino all’ultimo centesimo, visto che i caporali tendono a liquidare “a occhio”, ma tenendo ben fisso lo sguardo sul proprio portafogli.Nelle 300 imprese florivivaistiche attive in Equador solo 4 risultavano avere attività sindacale: “La gente si spaventa a darsi da fare – continua Olga – perché ti mettono nelle liste nere e dio solo sa che ti può succedere. Anch’io ci sono finita, dopo aver promosso iuno sciopero contro un padrone che si era “abbuonato” 7 mesi di salario”. L’Organizzazione mondiale del lavoro stima che il 20% dei lavoratori dei fiori in Ecuador siano Bambini, percentuale che cresce vertiginosamente nei paesi asiatici, mentre 2 braccianti su tre in quasi tutti i Paesi monitorati in questo settore sono donne.Essere una donna, e non un fiore, però è un problema visto che oltre a frequenti molestie sul lavoro in America Latina, ad esempio, sui decorativi vegetali vengono spruzzati più di cento pesticidi, molti dei quali proibiti negli Usa ma soprattutto in Europa, che oltre a farti vomitare e grattare al momento possono causare danni permanenti come cecità, malattie epatiche e sterilità.In Colombia ad esempio la florivivaistica è considerata una importante alternativa alla coltivazione della Coca, lavorano tantissimi bambini che guadagnano appena 66mila pesos al mese ( circa 23 euro) per giornate che durano fino a 15 ore al giorno.Una delle leader del Kenya Women Workers, Kathini Caines, racconta sul proprio paese, da dove arrivano la maggior parte dei fiori destinati al mercato europeo, parlano di casi frequenti di molestie sessuali, di negazione dei congedi di maternità, di braccianti stipati l’uno sull’altra nelle settimane clou per pochi spiccioli al giorno.Anita Gacheri, ad esempio, aveva 24 anni quando nel 2000 è diventata cieca: i suoi occhi avevano cominciato a prudere e lacrimare dopo essere stati esposti senza protezioni all’ennesimo spargimento di pesticidi nella serra in cui lavorava. Quando Anita ha portato ai suoi padroni la diagnosi di cecità, questi prima l’hanno ignorata, poi licenziata, mettendole in mano, per levarsela di torno, meno di 47 euro tra paga e liquidazione. Un bel mazzo di fiori, di quelli per i grandi amori, costa molto ma molto di più. ( tratto dall’articolo di Monica Di Sisto – Liberazione di domenica 11/2/2007)
Caro Silvio…ma vaffartifottere!!!!!!!!!!!!!!!!
giudicate voi perke io non ho piu parole…
cici!
Adnkronos – Mar 12 Feb – 21.02
Roma, 12 feb. (Adnkronos) – “Non c’é nessuna annessione, perché il Popolo della Libertà è qualche cosa che dobbiamo costruire insieme”. Così Silvio Berlusconi, durante la registrazione della puntata di ‘Porta a Porta’ che andrà in onda questa sera, ha replicato alle affermazioni di Pier Ferdinando Casini al Tg1. “Non c’è stata annessione di nessuno dei partiti che hanno già aderito, non c’è stata annessione di Forza Italia, non c’è stata annessione di Alleanza nazionale, la gente vuole vederci chiaro e deve poter credere in una unità che non venga meno durante il lungo percorso di un governo”. “Quindi -spiega Berlusconi- io insisto nel chiedere agli amici dell’Udc di fare come abbiamo fatto noi di Forza Italia e come hanno fatto i componenti degli altri partiti di entrare insieme a noi nel Popolo della Libertà, che è qualche cosa che è nato dal popolo e non dalle sacrestie dei partiti ed è anche un modo diverso per impostare la politica“.
Alle prossime elezioni politiche Silvio Berlusconi sarà in campo per la quinta volta. ”Credo” che sia un caso unico al mondo, ”credo che sarebbe saggio non farlo”. ”Credo -ha aggiunto il Cavaliere- che ci sia bisogno di un grande movimento che metta insieme tutti i moderati e tutti i liberali che non si riconoscono nella sinistra e ancora oggi in Italia per tenere insieme tutte queste forze pare che Silvio Berlusconi sia ancora indispensabile”. Quanto all’esito delle elezioni, Berlusconi non ha dubbi: ‘’sono sicuro di farcela”.
Quanto alle alleanze però, il Cavaliere ribadisce la sua contrarietà all’ipotesi che Pier Ferdinando Casini si presenti nella coalizione di centrodestra ma da solo alle prossime elezioni. ”I nostri elettori ci vogliono tutti uniti, non capiscono le divisioni e non capiscono i personalismi”. Se l’Udc dicesse no al Popolo delle Libertà ‘’si ritornerebbe -insiste il Cavaliere- nella situazione dell’altra volta quando di fronte a certe volontà di riforma e di modernizzazione del Paese un partito, in certi casi il suo, disse di no”.
Il leader del centrodestra boccia la scesa in campo di Giuliano Ferarra con una lista in difesa della vita. L’aborto è tema che riguarda le coscienze e non è bene che entri in campagna elettorale, quindi non è opportuno che Giuliano Ferrara presenti una sua lista per puntare l’attenzione su questa questione”. Discorso chiuso anche con ‘La Destra’ di Francesco Storace. L’ex ministro della Salute ”ha insistito sull’identità del suo movimento. Mi sembra legittimo che voglia continuare così. Noi come Pdl siamo posizionati al centro e guardiamo bene al fatto che ci sia una destra. L’apparentamento penso di escluderlo”.
Berlusconi afferma quindi di voler ”andare al voto con estrema chiarezza”. ”Immagino” di essere in grado prima delle elezioni di dare i nomi dei ministri del governo, afferma il Cavaliere annunciando ”l’opportuna severità nella scelta dei candidati”: un chiaro riferimento ai senatori che nel giorno della caduta del governo Prodi hanno mangiato mortadella e sputato in faccia ai colleghi dell’Aula di Palazzo Madama.
“Spero anche -ha aggiunto- di potermi rappresentare agli elettori con un bel rinnovamento della classe dirigente, con tanti giovani e tante donne”.
Per quanto riguarda la campagna elettorale, Berlusconi conferma l’intenzione del centrodestra di abolire l’imposta comunale sulla prima casa. ”L’abolizione dell’Ici non comporta una riduzione delle entrate molto grande. Con Giulio Tremonti abbiamo fatto i conti ed è una misura che si può assolutamente sostenere. Dobbiamo risparmiare sulle spese dello Stato”.
Per far recuperare potere d’acquisto ai lavoratori dipendenti il presidente del Pdl propone ”di ridurre l’imposizione fiscale sulle 13esime e le 14esime”.
Ma Berlusconi ricorda anche la vicenda dei rifiuti in Campania, ”un problema enorme, un’emergenza drammatica”, sarà ”il primo problema che il nuovo governo dovrà risolvere”. E dopo aver citato l’enorme impatto negativo per l’immagine internazionale dell’Italia, il Cavaliere rivela che ”di recente un mio amico leader di un importante Paese mi ha detto al telefono: ‘ma che fai, sei lì a lavorare con la mascherina?”’.
Berlusconi infine si concede una battuta: ”I miei nipotini mi considerano Superman. Ma io non sono Superman. Anche se in certi settori un po’ lo sono stato. Nella storia del calcio io sono il presidente della squadra che ha vinto di più”. ”Certo se penso a quello che ho realizzato io… un uomo si valuta anche per quello che fa – sottolinea -. C’è chi ha solo parlato e chi come me è arrivato ad avere 57 mila collaboratori”.
http://it.notizie.yahoo.com/adnkxml/20080212/tts-berlusconi-l-udc-venga-con-noi-non-e-c8abaed_1.html
Febbraio 12, 2008
Doppio buco nero

Due buchi neri assorbono la politica e si assorbono a vicenda. Tutto quello che si avvicina a loro scompare. Sono due buchi indispensabili per la stabilità. Per il progresso della Nazione e per non eliminare il conflitto di interessi. Il doppio buco nero non ha presentato un programma. Non ha ancora pubblicato le liste dei candidati. Però ha il consenso della maggioranza degli italiani sulla fiducia.
I sondaggi sono favorevoli, anche se solo gli imbecilli possono pronunciarsi sul voto senza sapere il nome dei loro rappresentanti e che cosa andranno a fare. E’ il voto alla sigla, un voto a prescindere. I sondaggi, e chi li commissiona, non si discutono. Se la domanda posta all’intervistato fosse: “Votereste PD o PDL senza sapere nulla del loro programma di governo e se candidano dei pregiudicati?” La risposta sarebbe un VAFFANCULO con un 50% a testa.
I due buchi neri Veltroni e Berlusconi sono l’unica scelta che ci viene data. Per la governabilità del Paese. Senza alternative. E’ una doppia scelta unica, il DNA è lo stesso.
Nel post elezioni ci sarà un inciucio istituzionale, una grande coalizione per salvare il Paese. La forma potrà essere un governo Veltrusconi o un tavolo congiunto per le riforme. La sostanza non cambierà. Nel 2006 ci hanno impedito di scegliere il candidato, nel 2008 ci impediscono di scegliere il partito. La prossima volta si nomineranno tutti deputati e senatori a vita. Nel 2011, o poco più tardi, se non cambia nulla, usciremo dall’euro o consolideremo il debito pubblico. Ci riusciremo grazie a un governo stabile e a un’informazione serva.
dal blog di Beppe Grillo
Febbraio 11, 2008
Per Rita Borsellino e per il popolo Siciliano
Noi Cittadini Siciliani,
crediamo in una possibilità di sviluppo della nostra terra, nel segno della Legalità, del rispetto del territorio e dell’Ambiente, dell’accesso di tutti alle Risorse comuni, della lotta alla Mafia.Chiediamo quindi la candidatura di Rita Borsellino alla Presidenza della Regione Siciliana,coerentemente con la sua candidatura nelle elezioni svoltesi meno di un anno fa.
Crediamo nel suo progetto di una Sicilia libera da clientele, onesta, di rinnovamento, di una politica vicina alla società civile ed all’associazionismo, nel suo PROGRAMMA ELETTORALE partecipato scritto con l’apporto di 20 mila persone con il sistema dei Cantieri.
Chiediamo che la coalizione si presenti unita alle prossime elezioni e con un candidato in grado di raccogliere la sfida che l’isola impone.
Febbraio 8, 2008
la Famiglia per E. Balducci
IL MATRIMONIO NEL VANGELO E NELLA TEOLOGIA. IL RICHIAMO CHE NEL 1974 FECE E. BALDUCCI IN OCCASIONE DEL REFERENDUM SUL “DIVORZIO”
“Il concetto del diritto naturale è un concetto dell’immobilismo borghese, con cui si sono voluti rendere eterni e immutabili alcuni rapporti che erano funzionali alla società borghese”